Come Spazzolare i Denti
Lo studio dentistico di Pescara del Dr. Alessandro Palumbo illustra qual'è il modo migliore per spazzolare i denti.
I denti andrebbero spazzolati per circa 3 minuti almeno 3 volte al giorno, ovvero dopo i pasti principali e sempre prima di andare a dormire.
Metodo per spazzolare i denti
Innanzitutto i denti non andrebbero mai spazzolati con movimento orizzontale e in modo vigoroso, per tre motivi principali:
- In questo modo la placca non viene rimossa ma soltanto trascinata e depositata negli interstizi dentali dove andrà a ristagnare, favorendo in tal modo ulteriormente l’insorgenza di carie e tartaro.
- Se mosse orizzontalmente, e dunque parallelamente alla gengiva, le setole dello spazzolino non rimuovono la placca situata sotto il solco gengivale ma, al contrario, la fanno aderire maggiormente ad esso.
- Il movimento orizzontale e vigoroso tende a distaccare la gengiva dal colletto dentale, provocando la cosiddetta recessione gengivale e, in alcuni casi, anche un’erosione del colletto stesso.
Lo spazzolino va invece mosso perpendicolarmente alla gengiva e la direzione da seguire è dalla gengiva verso il dente. Per pulire i denti superiori, dunque, il movimento deve procedere verso il basso, con un’inclinazione di 45 gradi (rispetto all’asse lungo del dente), mentre per pulire i denti inferiori deve andare nel senso contrario, ovvero verso l’alto.
È importante sottolineare il fatto che l’operazione deve essere necessariamente ripetuta anche sulla parte interna dei denti, spesso trascurata perché non visibile come quella esterna.
Per quanto riguarda la pulizia dei denti posteriori (nella parte masticatoria), è opportuno spazzolare tali superfici prima dal dietro verso l’avanti e in seguito con movimento laterale per pulire gli interstizi dentali.
Spazzolino, filo interdentale e colluttorio
Per migliorare l’azione meccanica dello spazzolino sarebbe opportuno spazzolare i denti prima con lo spazzolino bagnato solo con l’acqua e in seguito aggiungendo il dentifricio, utile sia perché rinfresca la bocca (eliminando anche le sensazioni organolettiche spiacevoli determinate dalla fermentazione di cibo e bevande), sia in quanto contenente sostanze volte a proteggere denti e gengive (come fluoro e triclosan).
Oltre ai denti, sarebbe opportuno pulire anche il dorso della lingua, con appositi strumenti chiamati “puliscilingua”, al fine di eliminare i microrganismi che si depositano in ogni momento su di essa, responsabili fra l’altro dell’alitosi.
Per un’ulteriore sensazione di freschezza è consigliabile infine utilizzare anche un buon colluttorio (alla clorexedina per esempio, un disinfettante chimico battericida ad ampio spettro, attivo verso microrganismi e miceti), mentre il filo interdentale e lo scovolino (idoneo alla detersione degli spazi interdentali particolarmente ampi) si rivelano validissimi per la pulizia degli spazi fra un dente e l’altro, difficili da raggiungere con il semplice spazzolino.
L’odontoiatria odierna fornisce un oggi un ulteriore ausilio per facilitare la rimozione della placca batterica: delle pastiglie rivelatrici di placca, che vanno lasciate sciogliere in bocca, colorando di blu le zone del dente ricoperte di placca. In questo modo risulta più semplice compiere i movimenti giusti con lo spazzolino, per rimuovere le zone colorate di blu dalla superficie dei denti. Una volta terminata la pulizia è possibile ripetere di nuovo l’operazione per controllare se sono ancora presenti residui di placca batterica.
Un corretto utilizzo dello spazzolino e di tutti gli altri strumenti utili per l’igiene orale concorre a garantire un’adeguata pulizia dei denti e, di conseguenza, ad assicurare un miglior livello di salute del cavo orale. [tutti gli articoli]
